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Aiuta a perfezionare i dati dei telescopi spaziali con Artifact InSPECtor

Articoli da NASA

Come fanno gli scienziati che studiano lo spazio, usando i dati di un telescopio che si trova a centinaia di migliaia di miglia di distanza, a sapere che ciò che osservano è reale? Un nuovo progetto della NASA, Artifact InSPECtor, vi invita a scoprirlo e, così facendo, ad aiutare missioni come Euclid e il nuovo Nancy Grace Roman Space Telescope della NASA a rispondere a domande fondamentali sul nostro universo.

«È davvero fantastico poter aiutare a insegnare nuove abilità ai computer», ha detto Maeve F., di nove anni, dopo aver provato Artifact InSPECtor. Partecipanti di ogni età, compresi i bambini come Maeve, possono visitare il progetto per scoprire come contribuire alla scienza addestrando l’intelligenza artificiale a rimuovere gli errori dai dati dei telescopi.

Ecco come funziona.

Il telescopio spaziale Euclid, un potente osservatorio costruito dall’ESA (Agenzia spaziale europea) con importanti contributi della NASA, sta raccogliendo la luce proveniente da milioni di galassie lontane in tutto l’universo. Presto sarà affiancato dal Nancy Grace Roman Space Telescope della NASA, un osservatorio complementare che, dopo l’inizio delle operazioni scientifiche, catturerà un numero simile di galassie, ma a distanze e con densità diverse nelle varie zone del cielo. Insieme, questi telescopi promettono di aiutare gli scienziati a rispondere a domande sull’espansione dell’universo e sull’energia oscura, la misteriosa forza che causa questa espansione.

Per raccogliere dati utili a rispondere a queste domande, ciascun telescopio usa uno strumento speciale chiamato spettrografo, che funziona come un prisma: scompone la luce di ogni galassia, anche di quelle molto lontane, in un arcobaleno di colori. Studiando questi schemi di colori, chiamati spettri, gli scienziati possono capire quanto è lontana ciascuna galassia, quali tipi di stelle contiene e perfino ottenere informazioni sui buchi neri supermassicci al loro centro.

Ma prima che ciò possa accadere, c’è un problema da risolvere.

I dati dei telescopi contengono molti «artefatti», il termine generale con cui gli scienziati indicano i segnali che provengono da elementi diversi dai reali oggetti astronomici, come galassie o stelle. Gli artefatti possono essere creati dalla luce che si riflette sulla struttura esterna del telescopio, dai raggi cosmici che colpiscono il rivelatore, da caratteristiche anomale della fotocamera o dell’elettronica, oppure da altre fonti. È un po’ come quando una macchia sulla lente della fotocamera del telefono compare in una foto, o quando un riflesso del Sole oscura parte dell’immagine.

Per individuare e rimuovere questi artefatti, gli astronomi hanno creato strumenti di intelligenza artificiale (IA) che imparano a riconoscerli, in modo simile a come il telefono riconosce i volti nelle foto. Ma riconoscere gli artefatti nei dati provenienti da strumenti relativamente nuovi è un compito difficile per l’IA, che non sempre li distingue con precisione.

Ed è qui che entrate in gioco voi! Come volontari di Artifact InSPECtor, osserverete dati reali dei telescopi spaziali Euclid e, a partire dall’inizio del 2027, del Nancy Grace Roman Space Telescope. Il progetto vi insegnerà a riconoscere gli artefatti nei dati di questi telescopi. Il lavoro che svolgerete sarà poi usato per migliorare le istruzioni che guidano lo strumento di IA. Lavorando insieme, voi, l’IA, gli scienziati e questi potenti telescopi imparerete più che mai sul funzionamento del nostro universo.

Se volete insegnare nuove abilità ai computer e contribuire a scoprire i misteri dell’energia oscura, usate il vostro smartphone, tablet o computer per visitare Artifact InSPECtor e iniziare oggi stesso: https://go.nasa.gov/3Uyrguy .

Esempi di come possono apparire gli artefatti nei dati dei telescopi spaziali. Le aree blu indicano i pixel che il modello di IA ritiene non validi. I volontari di Artifact InSPECtor impareranno a verificare se la macchina ha ragione. Crediti: dati delle immagini tratti dalla pubblicazione di dati Q1 di ESA/Euclid. Elaborazione delle immagini a cura di Aimee Schechter e Bharath C. Nagam.

Per saperne di più e partecipare

Artifact InSPECtor

Addestra gli strumenti usati per rimuovere gli artefatti dai dati raccolti dai telescopi spaziali. Aperto a chiunque disponga di uno smartphone o di un laptop.

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Avviso: comunicato divulgativo; le affermazioni sull'impatto scientifico sono prospettiche e non accompagnate da dettagli metodologici o risultati pubblicati.

Il contenuto è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e sottoposto a controlli automatici di qualità prima della pubblicazione.

Fonte originale: science.nasa.gov
Maggiori informazioni sul nostro processo editoriale: Metodologia e trasparenza