Questa immagine del telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA mostra una vasta veduta cosmica nella Grande Nube di Magellano, o LMC, la più grande tra le piccole galassie che orbitano attorno alla nostra galassia, la Via Lattea. A soli 160.000 anni luce di distanza, la LMC offre una prospettiva ravvicinata su siti di formazione stellare altamente attivi, come quello raffigurato in questa immagine. Questa fotogenica nebulosa, chiamata LHA 120-N44, o N44, si trova nella costellazione del Dorado.
N44 è dominata da due caratteristiche: un’enorme cavità centrale e un guscio di gas denso e polveroso. La cavità centrale è una “superbolla” che si estende per circa 210 per 140 anni luce. Le stelle scintillanti al centro della cavità sono responsabili della sua formazione: attraverso i loro potenti venti stellari e le supernove esplosive, queste stelle hanno espulso gran parte del gas da cui erano nate.
Quando le stelle dell’ammasso stellare centrale di N44 hanno spazzato via questo gas, il gas espulso si è compresso, formando un guscio attorno alla superbolla. In questo guscio di gas compresso si stanno formando nuove stelle, rendendo N44 un interessante obiettivo per gli astronomi che utilizzano la nebulosa per studiare come nascono le stelle in questo ambiente. Il loro obiettivo è capire quanto tempo trascorra dal collasso delle fredde nubi di gas in addensamenti densi fino al momento in cui la fusione nucleare si accende nel cuore di una stella appena nata.
I dati di questa immagine provengono da un programma osservativo (#14689; responsabile principale: Gouliermis) che ha utilizzato Hubble per esaminare N44 e censire le sue stelle, catalogando quasi mezzo milione di stelle all’interno dell’ammasso, oltre a stelle in primo piano che vi transitano davanti. Tra le stelle esaminate, quasi 30.000 sono quelle che gli astronomi chiamano stelle pre-sequenza principale, che non hanno ancora iniziato a fondere l’idrogeno in elio nei loro nuclei. Gli astronomi hanno scoperto questo straordinario insieme di stelle neonate grazie all’elevata sensibilità e alla fine risoluzione spaziale degli strumenti di Hubble, capaci di individuare oggetti deboli in ammassi affollati.
Il guscio di gas che circonda la superbolla è energizzato dalla radiazione ultravioletta proveniente da stelle massicce, che lo fa brillare e mette in evidenza diverse strutture distintive. Ogni struttura all’interno del più ampio complesso di formazione stellare N44 è stata catalogata dall’astronomo Karl Henize negli anni Cinquanta. Una di queste è una bolla più piccola, catalogata come N44F, situata vicino all’angolo in alto a destra di questa immagine. N44F è una bolla interstellare modellata dai forti venti stellari di una singola stella calda e massiccia. Come mostra questo primo piano di Hubble pubblicato in precedenza, i venti impetuosi e la radiazione della stella hanno scolpito la bolla circostante e creato colonne di gas polveroso.
Le osservazioni sensibili di Hubble sulle stelle di massa più bassa di questa regione aprono una nuova finestra sulla formazione stellare in regioni che, come la LMC o le galassie dell’universo primordiale, sono povere di elementi più pesanti dell’elio.
Credito del testo: ESA/Hubble
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Contatto per i media:
Claire Andreoli
NASA’s Goddard Space Flight Center, Greenbelt, MD
claire.andreoli@nasa.gov
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Hubble’s Inside The Image: la superbolla N44
In questo video su YouTube, il dottor Ken Carpenter ci accompagna in un viaggio attraverso la nebulosa, illustrando alcuni degli aspetti scientifici più interessanti alla base di questa celebre immagine di Hubble.
Hubble osserva la superbolla N44
N44 è una nebulosa complessa, ricca di gas idrogeno luminoso, bande scure di polvere, stelle massicce e numerose popolazioni di stelle di età diverse. Una delle sue caratteristiche più distintive, tuttavia, è il vuoto scuro e disseminato di stelle chiamato “superbolla”, visibile in questa immagine di Hubble nella regione centrale superiore.
Grande immagine a mosaico di N44
Scarica le varie versioni dell’ampio mosaico di N44 realizzato da Hubble, compresa un’immagine ad alta risoluzione di 14.478 × 19.908 pixel (1,6 GB).
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Fonte originale: science.nasa.gov
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