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Mappare l’inquinamento atmosferico con i sensori MAIA ad Addis Abeba

Fonte: NASA

2 minuti di lettura

Mappare l’inquinamento atmosferico con i sensori MAIA ad Addis Abeba

PIA26694

Crediti:
NASA/JPL-Caltech

24/08/2026

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Descrizione

Questa mappa di Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia, mostra la posizione di 10 sensori atmosferici che la missione MAIA (Multi-Angle Imager for Aerosols) della NASA sta utilizzando per fornire uno dei quadri più dettagliati mai realizzati dell’inquinamento atmosferico della città. Nel corso di tre anni, questi sensori hanno misurato il particolato con un diametro pari o inferiore a 2,5 micrometri, noto anche come PM2.5. Il black carbon, o fuliggine, è una componente importante dell’inquinamento da particolato ad Addis Abeba; alcuni studi lo hanno collegato a effetti sul basso peso alla nascita, sullo sviluppo cerebrale, sulle patologie respiratorie e sulla mortalità prematura.

La barra dei colori a destra indica le variazioni della qualità dell’aria, da 20 a 40 microgrammi per metro cubo, tra le stazioni di monitoraggio; il rosso più scuro corrisponde alla qualità dell’aria peggiore.

In Etiopia, il black carbon è prodotto comunemente dai veicoli diesel, dagli incendi e da altre fonti di combustione. Le misurazioni dettagliate dei sensori MAIA mostrano come l’inquinamento atmosferico di Addis Abeba cambi in base all’ora del giorno e alla stagione, compresi i picchi prodotti dal traffico nelle ore di punta e dai festeggiamenti durante le festività. I risultati sono rilevanti per le città di tutto il mondo, comprese quelle degli Stati Uniti.

La ricerca di MAIA sull’inquinamento atmosferico è incentrata su una dozzina di regioni in tutto il mondo, tra cui tre negli Stati Uniti, con Los Angeles, Atlanta e Boston come centri di riferimento. La missione comprende una rete di sensori a terra già operativa e un osservatorio spaziale, che utilizza una fotocamera realizzata presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA e che sarà lanciata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) a bordo di un satellite dell’ASI non prima della fine del 2027. La fotocamera è progettata appositamente per contribuire a identificare diversi tipi di aerosol PM2.5 in base al modo in cui riflettono la luce, rendendo possibile la mappatura delle concentrazioni di particelle in ciascuna regione studiata dalla missione.

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Avviso: i rilievi sono basati su monitoraggi osservazionali (10 stazioni) che mostrano pattern di inquinamento, ma non dimostrano causalità tra fonti ed effetti sulla salute e potrebbero non rappresentare ogni area della città.

Questo articolo è basato su una pubblicazione scientifica. Il contenuto è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e sottoposto a controlli automatici di qualità prima della pubblicazione.

Fonte originale: science.nasa.gov
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